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Lettera aperta ai "Preti on-line"
(testimonianza molto bella, leggetela!)

LE ULTIME NOVITA'

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13/03/2013 - Benvenuto, papa Francesco!
Lo stupore, la gioia e la preghiera. Comincia il nostro cammino con te!
Viene dalla vitale e nuova chiesa Argentina dei poveri ed è espressione dei poveri!


27/02/2013 - Da uomo vero, vorrei essere prete
Da uomo vero, vorrei essere prete
per annunciare il Vangelo non tanto con le parole ma con ogni pezzo della vita che mi è stata donata!

vorrei essere prete per dare speranza a chi non più ce l'ha:
 
a quell'uomo e quella donna che hanno disgregato la propria famiglia;
a quel bambino senza casa e senza genitori;
a quella mamma che ha ucciso la propria creatura in grembo;
a quel giovane che non ha più nessun orizzonte di vita;
a quell'uomo senza lavoro che va alla ricerca di una busta di alimenti;
a quell'uomo che colpito dalla malattia fisica sopravvive;
a quell'uomo disperato che vede solo nella morte l'unica soluzione;
a quell'uomo che fa del denaro e del sesso l'unica ragione di vita;
a quel prete che ha dimenticato Cristo presente in tutte queste persone.
 
Da uomo vero, vorrei essere prete non per risolvere i problemi e le sofferenze della gente e del mondo ma per condividere i problemi e le sofferenze della gente e del mondo.
 
Da uomo vero, vorrei essere prete non per realizzare i miei desideri e i miei sogni, ma l'unico vero desiderio e sogno di Dio che non ha bisogno delle mie miserie: essere una delle sue tante candele per dare la sua luce nel tempo stabilito; poi una volta consumata buttata via perché ci sarà un'altra candela!
 
Da uomo vero, vorrei essere prete per dire "sì" con libertà al suo grande amore!
 
Da uomo vero, vorrei essere prete non per avere una poltrona comoda, ma per essere una poltrona per quell'uomo buttato a terra; non per avere un bel computer dove scrivere delle belle parole per ore e ore, ma per essere una sola parola per quell'uomo che ha bisogno d'ascolto in una di quelle ore; non per avere una macchinetta che faccia un buon caffè per ogni giorno, ma per preparare un buon pasto quotidiano a quell'uomo che ha fame; non per avere una automobile con tutti i comfort, ma per essere conforto per quell'uomo che ha consumato i suoi piedi vagando senza meta.
 
Da uomo vero, vorrei essere prete non per parlare al cellulare spesso o sempre, anche quando prego ma per essere preghiera vivente che sa anche fare del silenzio preghiera.
 
Da uomo vero, vorrei essere prete non per essere servito ma per servire.
 
Da uomo vero, vorrei essere prete non per parlare della Croce ma per abbracciare la Croce.
 
Da uomo vero, vorrei essere prete non per parlare della Fede, della Speranza e della Carità ma per vivere la Fede, la Speranza e la Carità essendone uno specchio fedele.
 
Da uomo vero, vorrei essere prete non per parlare della Risurrezione nei giorni di festa ma per vivere la Risurrezione nei giorni feriali, in ogni istante dall'altare alla strada.
 
Da uomo vero, vorrei essere prete non per me stesso ma "per, con e in" Cristo e la sua Chiesa!
 
Da uomo vero, vorrei essere prete!

01/01/2013 - Buon Anno Nuovo
Vi auguriamo un sereno nuovo anno nel Signore Gesù.
don Gianfranco e don Giovanni

18/05/2012 - Con un cuore di Padre...
Vorrei essere un prete.
Un prete con un cuore di padre, un prete che non si vergogna di essere prete, un prete che sa abbracciare la gente senza pensare cosa gli altri penseranno.
Un prete che sa piangere e sa ridere.

... Vorrei essere un prete con il cuore di Dio.
Un prete che sa mettere il regno di Dio al primo posto nella sua vita.
Un prete che porta tutta la sua vita nella Messa, e tutta la Messa nella vita.
Un prete che sa ascoltare la gente, e che umilmente accetta anche le correzioni che gli fanno.

Vorrei essere un prete con il cuore di Cristo, che sceglieva di preferenza gli ultimi.
Un prete che non si schiera con i potenti di questo mondo.
Vorrei essere un prete povero che non si arricchisce e non arricchisce se non di Dio.
Un prete che non si serve dell'abito per avere potere sugli altri, un prete che sa cingersi il grembiule e servire quelli a lui affidati.
Un prete che non condanna ma che assolve.
Un prete che sa stare con i giovani e i bambini, per nutrirsi del loro entusiasmo e della loro energia.
Un prete che sa stare con gli anziani per attingere dalla loro esperienza.
Vorrei essere un prete che non guarda l'altro con sufficienza dall'alto in basso, un prete col quale ci si trova a proprio agio e che non mette in soggezione.
Un prete che non sparla degli altri e che tiene nel segreto del suo cuore i segreti dei cuori della gente.
Un prete che non si lamenta, ma che dona speranza.
Vorrei essere un prete che sa soffrire senza troppo cercare il compianto degli altri.
Un prete che sa morire per vivere in Dio.

Signore, vorrei essere un prete così.

25/04/2011 - Che cos è un sacerdote? • 7 •
CONCLUSIONE

È uomo, il prete, messaggero della Verità di Dio, dispensatore dei divini misteri, capace di rendere presente il sacrificio unico del Cristo.
Sorte felice!

Certo, ogni uomo ha da Dio la sua vocazione, la sorte a lui assegnata dalla eternità, il suo compito anche nel Corpo del Cristo, che è la Chiesa. Non vi è esistenza profana, per nessuno. Ma ciò che per la maggior parte è quasi soltanto la presenza della divina realtà nel profondo della loro più intima coscienza e nel silenzioso segreto della loro sfera privata, per il prete, chiamato da Dio, erompe da quella profondità per abbracciare tutta la estensione della vita.

Tutto, in quella vita, Dio deve consumare e ridurre al servizio della sua signoria onnipotente. Questo è il destino del prete: vivere interamente nella manifesta vicinanza di Dio. Un destino beato e terribile a un tempo.

Beato, perché Dio solo è la beatitudine; terribile, perché solo difficilmente l'uomo resiste in mezzo al tremendo splendore di Dio. Nessuna meraviglia, dunque, che il progetto più sublime rimanga sempre anche il più frammentario. Nessuna meraviglia, che l'alta vocazione nasconda in sé anche il pericolo delle cadute estreme: il pericolo che esser prete voglia dire non dovere esser più uomo; il pericolo della perdita della pietà per gli uomini, dell'inaridirsi della sostanza umana; il pericolo della fuga lontano da Dio, verso la più familiare vicinanza degli uomini; il pericolo del compromesso miserabile, del tentativo di soddisfare l'altissimo prezzo richiesto dall'esistenza sacerdotale con una mediocrità a buon mercato.

Se si esamina attentamente questo destino beato e terribile del prete, si potrebbe rimanere colpiti, e quasi ammutolire per lo spavento, in questa festa, perché qui ha inizio ciò che nessun uomo, da solo, può portare a compimento. Ma noi confidiamo nella grazia di Dio: essa, non già noi, porterà a compimento ciò che ha iniziato.

È fedele, infatti, colui che ha chiamato il prete, e non si pente dei doni di grazia che concede. E noi, in questa celebrazione del santo sacrificio, vogliamo pregare per la Chiesa sulla terra, che Dio mandi operai alla sua messe, perché gli operai sono pochi.

Preghiamo per i nostri preti, che essi comincino nel timore e nella gioia del Signore e perseverino in fedele servizio sino alla beata fine, che noi tutti attendiamo, e in cui è il termine unico e beato di tutte le vocazioni, nell'infinita celebrazione del sacrificio eterno, in cui il Figlio, e noi in lui, tutto rimettiamo al Padre, affinché Dio sia tutto in tutti. Amen.

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servizio attivato il 15/6/1997
a cura di don Giovanni Benvenuto e don Gianfranco Falgari
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